10a testimonianza | 3° deviazione del torrente Poscola!

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Lavori sulla Poscola

Per la terza volta il torrente Poscola nella Valle dell’Agno viene deviato a causa della superstrada a pagamento Pedemontana Veneta. Questa volta la decisione è della Magistratura che dopo il crollo (11 settembre) dell’alveo del torrente,  causa o conseguenza del collasso della galleria sottostante, ha ritenuto ciò indispensabile per mettere in sicurezza vari capannoni industriali vicini, alcune abitazioni private e gli stessi lavoratori impegnati nel cantiere della Pedemontana. La decisione presa più di un mese fa è stata posticipata prima per la contrarietà della SIS (la società titolare del project-financing, esecutore e gestore della Pedemontana) poi per individuare il luogo opportuno per la deviazione. I lavori dunque sono iniziati alla metà di novembre e si svolgono all’interno dello stesso cantiere dove la costruenda galleria artificiale si è liquefatta (termine usato da un autorevole testimone) nel tratto sotto il torrente Poscola. Essi vengono svolti dagli operai della SIS sotto la supervisione dei periti nominati dalla Magistratura.

Siamo a Castelgomberto, alle risorgive delle Poscole e dai monti scende oltre al torrente Poscola una grande massa d’acqua sotterranea quella che presumibilmente ha invaso la galleria e circondata sin sotto le fondamenta.

Il comitato NO-Pedemontana della provincia di Treviso ha presentato recentemente un esposto (altri esposti sull’argomento erano stati presentati negli anni scorsi) rivolto alla Procura di Vicenza, a quella di Venezia e a varie autorità competenti. In esso si chiede di non deviare il torrente Poscola per salvaguardare quello che resta dell’oasi delle risorgive delle Poscole. Ma evidentemente la richiesta non è stata accolta.

La visione della costruenda galleria artificiale che per 1 Km, in mezzo alle risorgive ed ai piedi dei monti, precederà la galleria “naturale” di 6 Km, unita al ribaltamento per deviare il torrente, è spaventosa. Ma nessun consigliere regionale o parlamentare ha ritenuto importante visitare questo luogo che l’ Europa definisce ancora SIC cioè Sito di Interesse Comunitario.

Dell’inchiesta aperta dalla Magistratura per “crollo colposo” e da cui secondo logica bisognerà concludere che la SIS non sa costruire oppure non ci sono le condizioni per farlo, non sappiamo nulla. Per ora assistiamo ad un ulteriore sconvolgimento della nostra valle.

La Redazione
Montecchio Maggiore, 30 novembre 2017

[Esposto del Comitato No Pedemontana Treviso del 7/11/2017]

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